Data di pubblicazione: 6/4/2018
 
European Crohn's and Colitis Organisation Topical Review on Treatment Withdrawal ['Exit Strategies'] in Inflammatory Bowel Disease.
 
Doherty G, Katsanos KH, Burisch J, Allez M, Papamichael K, Stallmach A, Mao R, Berset IP, Gisbert JP, Sebastian S, Kierkus J, Lopetuso L, Szymanska E, Louis E. J Crohns Colitis. 2018 Jan 5;12(1):17-31. doi: 10.1093/ecco-jcc/jjx101.
 
Nell’ambito delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), un consenso crescente interessa la gestione clinica e terapeutica per il raggiungimento della remissione e per il suo mantenimento nei pazienti con Malattia di Crohn (MC) o Rettocolite Ulcerosa (RCU). Al contrario, nei pazienti in remissione stabile, rimane ancora molto controverso quale sia la migliore strategia di trattamento in termini di rischio/beneficio e di tempistica di sospensionedella terapia in corso. Per ognuna delle classi maggiori di farmaci disponibili (5-aminosalicilati, immunomodulatori e farmaci biologici) esiste, infatti, un rischio di recidiva di malattia dovuto alla riduzione o alla sospensione del trattamento1,2. Questo rischio può inoltrevariare quando tali farmaci sono somministrati in monoterapia o in combinazione. Il medico spesso si trova nella necessità di ottenere il giusto compromesso tra la richiesta del paziente di sospendere o ridurre il dosaggio farmacologico, i costi e la tossicità associata a un trattamento prolungato e il rischio di una recidiva di malattia una volta che la terapia è stata interrotta. Allo stesso tempo, mancano ancora trial clinici su larga scala che valutino sia il rischio di recidiva dopo sospensione sia la potenziale efficacia di ritrattamento con lo stesso tipo di farmaci. Di conseguenza, le strategie terapeutiche possono cambiare ampiamente da Centro a Centro e l’esperienza personale gioca un ruolo determinante nel guidare la scelta clinica in questo campo più che in altri3-5. In questo scenario, una consensussulla gestione della sospensione dei farmaci (“exit strategies”) nelle MICI è stata recentemente pubblicata sull’argomento. Un gruppo di esperti selezionati dalla “European Crohn’s and ColitisOrganisation” (ECCO) ha analizzato la letteratura disponibile e ha redatto una “topicalreview” con una serie di punti pratici gestionali in questo campo. Obiettivo principale era di fornire una guida per la pratica clinica, basata sull’evidenza scientifica disponibile, per aiutare il medico nel prendere decisioni informate insieme al paziente. È stato preso pertanto in considerazionein maniera specifica il rischio di recidiva dopo sospensione per ciascuna delle classi maggiori di trattamento nelle MICI. Sono stati inoltre valutati i fattori associati a un aumentato rischio di ricaduta e le migliori strategie per monitorare e permettere l’identificazione di marcatori precoci di recidiva. In generale, ciò che emerge da tale consensus è che i pazienti in remissione clinica, biochimica ed endoscopica hanno una probabilità maggiore di mantenerla anche quando il trattamento viene sospeso. Inoltre, in caso di riattivazione di malattia, la reintroduzione dello stesso farmaco è di solito, ma non sempre, efficace nel riottenere la remissione. Tuttavia, gli autori pongono l’accento più volte sulla necessità che la decisione di terminare un trattamento efficace debba essere individualizzata e che tale scelta debba essere sempre fatta in condivisione con il paziente2. Questo lavoro dunque mette a fuoco e razionalizza un argomento molto nebuloso e allo stesso tempo apre le porte a specifici trial clinici che possano ulteriormente chiarire quale sia il miglior approccio clinico-terapeutico in questo campo.
 
[Articolo segnalato dal Dr. Loris R. Lopetuso]
 
 
»  Torna all'elenco delle news
 
 

Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

Segreteria Generale: Corso di Francia n.197 - 00191 Roma

Tel: 06 363 81188 Fax: 06 363 87434 Mail: segreteria.sigeitalia@gmail.com

Partita Iva: 05647261006   Indirizzo PEC: sige1@legalmail.it