Data dell'intervista: 20/07/2018
Intervista a: Dr. GIANLUCA IANIRO
 

Spazio ai giovani medici nella Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige)

 
Quando si parla di ‘futuro’ in un settore come quello della medicina e più in particolare della gastroenterologia il pensiero va subito a tecnologie avveniristiche oppure a terapie life changing. Ma il cosiddetto ‘futuro’ è in primo luogo nelle mani dei giovani medici destinati a prendere in mano le redini delle discipline di riferimento e a plasmarle secondo le necessità di un mondo che cambia a ritmi sempre più serrati. Portavoce dei giovani della Società italiana di gastroenterologia (Sige), Gianluca Ianiro e membro del consiglio direttivo Sige, spiega in che modo la Società valorizza gli studi e il lavoro delle nuove leve della disciplina.
Dottor Ianiro, potrebbe spiegarci in che modo la Sige si occupa suoi giovani affiliati?
Diciamo che vi è una naturale tendenza da parte della Sige a rivolgere lo sguardo a noi giovani medici, perché storicamente ha radici nel mondo universitario. Si innesca dunque un circolo virtuoso per cui i docenti iscritti alla Sige portano con sé i propri specializzandi. L’attenzione della Società, il suo afflato verso i giovani, si manifestano concretamente nel suo statuto, che sancisce la necessità di inserire nel consiglio direttivo almeno due membri under 40. Questi due membri sono attualmente rappresentati dal sottoscritto e dal dottor Edoardo Savorino.
 
Da membro del consiglio direttivo, ha preso qualche iniziativa rivolta ai giovani medici come lei?
Sin dal primo momento della mia candidatura avevo in mente di potenziare la parte ‘junior’ della Sige, anche perché sapevo che iniziative rivolte a questa direzione avrebbero trovato terreno fertile. Memore quindi delle mie esperienze nella Società europea gastroenterologia (Ueg) – di cui faccio parte in qualità di membro delle commissione giovani Ueg – sono ho proposto al direttivo - che ha in seguito approvato – la costituzione dello Young Team (Y- Team), un gruppo di giovani soci tra i più attivi. Tra i membri attualmente ci sono Edoardo Savarino, Marcello Maida e Giuseppe Lo Surdo (che si dedicano prevalentemente alla gestione del sito Sige), Emanuela Vidichino e Maria Guarino (che si occupano del social media management), Danilo Paduano (coordinatore nazionale della consulta degli specializzandi), Vincenzo Cardinale (che si occupa della parte educazionale) e infine Giorgia Bodini (che si occupa dei rapporti con le componenti giovani delle altre società scientifiche). Questa commissione ha il compito di implementare tutte quelle che sono le attività dedicate ai giovani della Sige sotto vari aspetti, tutti quelli nominati. Con l’auspicio che si possa arrivare presto a una diffusione via social network, lo Y-team ha poi ristrutturato la pagina web della Società e, vista l’importanza che per noi riveste la creazione di contenuti che abbiano spessore scientifico, ha creato un board editoriale costituito da 12 giovani specializzandi, ognuno con il proprio ambito di expertise. Unitamente alla consulta degli specializzandi poi, abbiamo ottenuto dati preliminari sulle necessità dei giovani iscritti alle Scuole di specializzazione e sulle loro attività. Questa ‘inchiesta’ ha dimostrato come la Sige sia allineata con le esigenze degli ‘specialisti in nuce’ come dimostrano le nuove attività formative della Società, la School of Ultrasound e la School of Endoscopy.
 
Cosa si augura per il futuro della Sige e dei suoi giovani, da qui a 10 anni?
Diciamo che da qui a 10 anni mi piacerebbe che si creasse un network attivo a livello scientifico formato interamente da giovani Sige, e mi piacerebbe anche che i suoi componenti fossero persone valide e fattive, in grado di collaborare tra loro in modo trasparente e pulito. Vorrei poi che questo network riuscisse a emergere a livello europeo. In merito a quest’ultimo punto vorrei fare un esempio pratico: in Olanda esiste un gruppo di ricerca sulle pancreatiti, che non solo ha pubblicato una considerevole mole di lavori ma è anche riuscito a comunicare il proprio operato in una nazione molto piccola, dove quindi i numeri di pazienti potenzialmente interessati sono bassi. Ebbene, con questo gruppo di ricerca la Sige ha una collaborazione. Mi aspetto che i giovani della Sige – coloro che un domani saranno i senior della Sige – riescano a portare avanti questa collaborazione al meglio e, perché no, ad acquisire sempre più forza in Europa.
 

Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva

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